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La Fondazione Laudato sì
La storia
Dall'acquisizione dell'immobile (1991), alla posa della prima pietra dell'ospedale oncologico (2006): una storia che continua...

seminario
Il seminario dei Francescani conventuali

Laudato sì’: dagli inizi di un “evento”...
L’impegno nel settore dei malati di cancro, concretizzatosi con l’apertura di alcuni servizi ambulatoriali di prevenzione e di cura ha reso cosciente don Pierino della necessità di preparare una struttura di degenza per la prevenzione, diagnosi e cura del cancro, al fine di realizzare la globale presa in carico del paziente oncologico in tutto il suo iter di cura.
Per questo egli acquisisce, nel 1991, un immobile sito a Rivoltella del Garda, in Via Agello, 1.

L’edificio, ora denominato Laudato sì’, venne inaugurato nel 1958, quale seminario minore dei Francescani Conventuali dall’allora patriarca di Venezia, card. Angelo Roncalli, che fu papa Giovanni XXIII, oggi santo. Cessata l’attività educativa, al termine degli anni ‘80, i Frati si ritirarono. Accaddero allora i seguenti fatti.
Monsignor GianVincenzo Moreni, Nunzio Apostolico nelle Filippine, in una visita agli Ambulatori Raphaël di Calcinato, nel 1989, incontrò don Pierino Ferrari, presidente della Cooperativa Raphaël. Amici quali erano sin dal Seminario Diocesano di Brescia, iniziarono un dialogo, che si concluse con le seguenti parole di Monsignor Moreni: «Scrivi al Ministro Generale dei Conventuali, che è mio amico, e digli che ti regali il Seminario per l’attività di Raphaël».

Quel consiglio fu una scintilla, che accese il grande fuoco. I Conventuali non regalarono l’edificio, ma “sposarono” la causa di Raphaël, cedendolo a metà prezzo, pagabile in dieci anni, nei quali la Divina Provvidenza manifestò la sua sorprendente, tempestiva presenza.
In un’ala dell’edificio, adeguatamente ristrutturata, la Cooperativa Raphaël apre nel 1996 un laboratorio di analisi ematochimiche e nel 1997 un ambulatorio oncologico. Nel 1996 una comunità di suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, comincia a risiedere nello stabile, avviando un’esperienza di corresponsabilità, in vista della realizzazione del comune progetto del Laudato sì’.

Le suore della Comunità offrono una fattiva collaborazione alla Cooperativa Raphaël e assumono le responsabilità dell’organizzazione della formazione e del servizio dei volontari addetti all’assistenza dei malati oncologici nella fase terminale della vita.
Nel 2000, saldata l’ultima rata del “debito”, contratto con i Conventuali, don Pierino cede gratuitamente la proprietà dell’immobile all’Associazione Comunità Mamré, con l’impegno di ristrutturarlo, per farne un ospedale oncologico.

...alla Fondazione Laudato sì'
A sostegno del progetto Laudato sì’ Don Pierino avvia nel 2003 l’operazione “Centomila sentinelle” in piena sintonia con quanto scriveva in un opuscolo: «Vi sono, da un lato, molte persone deboli, ferite, malate e, dall’altro lato non mancano energie giovani e forti. Potessi con la mia stimolazione dare un piccolo aiuto perchè si incontrino gli “arditi” e i “deboli”, così da fare una sola famiglia, la famiglia dei figli dell’amore» (Per una umanità rinnovata, 1987).

Nel frattempo si conclude la prima fase del lungo iter progettuale e burocratico per ottenere l’autorizzazione all’avvio dei lavori di realizzazione della nuova struttura.

Il 15 marzo 2006 iniziano i lavori edili per la costruzione dell’ospedale oncologico Laudato sì’.

Il 19 giugno 2006 si costituisce la Fondazione Laudato sì’ con il compito di gestire il processo, della durata prevista di 3 anni, di realizzazione del nuovo edificio.

La Fondazione è costituita dall’intreccio di tre realtà istituzionali, caratterizzato dalla condivisione dei medesimi ideali e obiettivi riguardanti la realizzazione dell’ospedale oncologico:
· l’Associazione Comunità Mamré Onlus;
· l’Associazione Comunità del Cenacolo Onlus;
· la Congregazione delle Missionari Francescane del Verbo Incarnato.

Le tre istituzioni che confluiscono nella Fondazione Laudato sì’ sono per don Pierino una sorta di funiculus triplex, una corda a tre capi, calata in un ambiente scientifico, caritativo, francescano, nel quale essa possa armonizzare la propria attività apostolica e pastorale.

art. 4 Statuto sociale
«La Fondazione persegue in via esclusiva finalità di solidarietà sociale che si esplicano nello svolgimento di attività nei seguenti settori:
· assistenza sociale e socio–sanitaria;
· assistenza sanitaria;
· beneficenza».

17 luglio 2009   


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